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Tecniche Di Memoria

TECNICHE DI MEMORIA E METODO DI STUDIO Questa guida è il risultato di un corso sulle tecniche di memoria seguito ai tempi dell’università...

sabato 23 settembre 2017

IL MANIFESTO DEL BUON CONFLITTO ... perché litigare fa bene

Di seguito riportiamo i contenuti del "Manifesto del buon conflitto", elaborato da Daniele Novara e dal suo staff in occasione dei 28 anni del CPP, Centro Psico Pedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti. 

Daniele Novara è il fondatore e il direttore del CPP.
Si avvale di uno staff di altre 13 persone: si occupano della gestione dei conflitti e dei processi di cambiamento, lavorando in ambito educativo e organizzativo; si distinguono per l'approccio maieutico.

Il Centro ha sviluppato una competenza innovativa con proposte formative e di consulenza che si rivolgono a istituzioni, aziende, gruppi e anche alle esigenze delle singole persone.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.cppp.it



IL MANIFESTO DEL BUON CONFLITTO

Non confondere il conflitto con la violenza
Il conflitto lo usi per affrontare l'ostacolo, la violenza per eliminare chi ti ostacola.

Utilizza il conflitto come antidoto alla violenza
Se hai imparato a saper gestire i momenti di crisi e di contrarietà non avrai motivo di ricorrere alla violenza, né contro gli altri né contro te stesso

Non cercare il colpevole
E' la forma più arcaica e primitiva di affrontare il conflitto che rischia di portarti unicamente al rancore e alla vergogna

Impara a so-stare nel conflitto
E' meglio che cercare subito la soluzione. Il conflitto nasconde tante informazioni che puoi esplorare. Il conflitto provoca tante emozioni che puoi saper riconoscere e rispettare

Impara a comunicare e ascoltare.
Fallo anche in presenza di contrasti, leggi il conflitto non come una minaccia ma come occasione di cambiamento. Così puoi sviluppare la tua competenza conflittuale.

Prenditi cura dei tuoi tasti dolenti, saranno tuoi alleati!
Nei conflitti avrai capito che emergono le tue emozioni e i tuoi dolori infantili. Prenditene cura, così sviluppi la necessaria capacità di capire te stesso e gli altri.

Usa la domanda maieutica.
Rappresenta una forma molto efficace di comunicazione: crea interesse reciproco e ti permette di cogliere il punto di vista altrui.

Educa bene.
Dove c'è violenza c'è anche cattiva educazione. Educare bene è la base della vita; come il cibo, riguarda tutti, anche te. Impegnati per avere scuole di qualità e perché i genitori non siano lasciati soli nella crescita dei figli.

Aiuta i bambini a litigare bene
Nei litigi infantili evita di cercare il colpevole o imporre la soluzione. Sostieni i bambini a comunicare e a darsi le reciproche versioni dei fatti. In questo modo faciliti la loro ricerca di accordi possibili


Consigliamo la lettura dei seguenti libri:

Urlare non serve a nulla. Gestire i conflitti con i figli per farsi ascoltare e guidarli nella crescita

mercoledì 20 settembre 2017

Riscatto della Laurea, una guida per capire se e quando conviene

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro propone una guida di facile lettura (appena 11 pagine) che fa chiarezza sulle questioni legate al riscatto della laurea.

Conviene ricattarla? Se sì, in quali occasioni?
La guida proposta affronta la questione nei capitoli che seguono. In fondo al post puoi scaricarla.

- Chi può riscattare il corso di laurea?
- Cosa si può riscattare?
- L'onere da riscatto: principi di calcolo
- Il calcolo dell'onere di riscatto di laurea per gli inoccupati
- Convenienza: pro e contro del riscatto oneroso del periodo di studi universitari
- Disapplicazione del massimale ex art. 2 L. 335/1995
- Passaggio al metodo di calcolo retributivo “puro” per effetto del riscatto
- Il riscatto laurea alla luce del cumulo ex L. 228/2012 art. 1 c. 239 post L. 232/2016
- #Riscattalaurea 

mercoledì 6 settembre 2017

Supplenze 2017/2018, circolare MIUR su modalità di accettazione o rifiuto della proposta, priorità e sanzioni

Anno scolastico 2017/2018 – Istruzioni e indicazioni operative in materia di supplenze al personale docente, educativo ed A.T.A.
Con la circolare n. 37381 del 29/08/2017 il MIUR fornisce istruzioni ed indicazioni operative in materia di attribuzione di supplenze al personale scolastico per l’a. s. 2017/18.

giovedì 13 luglio 2017

"A scuola con la Mindfulness": vuol dire stare tra i banchi con una marcia in più


Segnaliamo la lettura - e la pratica - di un libro molto interessante di Antonio Vigilante, "A scuola con la mindfulness". Chi non conosce la mindfulness potrebbe pensare fin da subito ad una delle tante "mode" contemporanee per spillare soldi o per darsi un tono. Nulla di tutto questo, e chi scrive ne parla per esperienza personale.

 La mindfulness rimanda a pratiche meditative di consapevolezza in grado di sviluppare nella persona capacità di attenzione, accettazione non giudicante del momento presente, visione chiara delle proprie emozioni e dei propri pensieri. Sebbene affondi le sue radici in un passato di 2500 anni, oggigiorno la scienza riconosce gli straordinari benefici che la pratica della presenza mentale ha sugli individui di ogni estrazione sociale, di ogni età; dunque può avere effetti straordinari se applicata tra i banchi di scuola.

Risale a circa due anni fa la pubblicazione dei risultati di una ricerca condotta presso un contesto scolastico difficile di San Francisco (USA): dopo un mese di pratica della mindfulness le sospensioni scolastiche si sono ridotte del 45% e, ad oggi, i ragazzi provenienti da questa scuola risultano gli studenti più felici di tutta San Francisco, con un tasso di ammissione alla scuola superiore del 20% (prima dell'inizio del programma il tasso di ammissione era a malapena di uno studente all'anno)



Come è stato possibile tutto questo? Attraverso la pratica dell'attenzione, che tutti possiamo imparare con un po' di esercizio e che via via si estende in modo informale a tutti i momenti della giornata. 
L'unico problema, ed è anche il punto debole di questo articolo, è che la mindfulness non si racconta, si pratica. Soltanto mettendosi all'opera per qualche minuto ogni giorno è possibile vedere i benefici enormi che porta. Benefici che, se estesi a studenti ed insegnanti, hanno il potere di rivoluzionare davvero i contesti scolastici.

Il libro proposto affronta proprio questo discorso, con istruzioni per la pratica ed esercizi mirati. Lo consigliamo davvero, non per sentito dire, non per moda, ma per esperienza diretta. 


Dalla presentazione del libro
Cinque secoli prima di Cristo Siddhartha Gautama, il Buddha storico, ha elaborato un sistema di meditazione (vipassana) basato sull’analisi di se stessi, del proprio corpo e dei contenuti mentali. Negli anni Settanta il medico statunitense Jon Kabat-Zinn ne ha tratto un protocollo scientifico per la cura dello stress. È nata così la mindfulness, una pratica che ha rivoluzionato il mondo della psicoterapia.

Questo libro suggerisce che l’introduzione della mindfulness nelle scuole, associata alla pratica occidentale del dialogo filosofico, rappresenta l’occasione per un cambiamento
di paradigma in campo educativo.
La mindfulness può essere uno strumento efficace per affrontare problemi sempre più diffusi nelle nostre scuole, come violenza e bullismo, disattenzione, difficoltà di concentrazione,
burnout dei docenti. Per Vigilante, tuttavia, essa attua tutte le sue potenzialità solo se inserita in un progetto educativo più complesso. L’Educazione Basata sulla
Consapevolezza (EBAC) Umanistica proposta dall’autore è un programma di formazione che, attraverso la ricerca interiore e il dialogo con gli altri, intende approfondire la consapevolezza come sapere di sé (dimensione esistenziale), sapere dell’altro (dimensione etica), coscienza dei problemi comuni (dimensione politica). Il libro è completato da una guida pratica, con esercizi pensati appositamente per studenti e insegnanti.

mercoledì 12 luglio 2017

BES, come valutarli nella scuola primaria - Volume in PDF da scaricare gratuitamente

Se Non Imparo Nel Modo In Cui TU Insegni, Insegnami Nel Modo In Cui IO Imparo!

BES, Valutare nella scuola Primaria
Vol. 1

Strumenti Materiali per la didattica, il recupero e il potenziamento cognitivo nella scuola inclusiva.

DALLA PRESENTAZIONE
L’affermarsi della cultura dell’inclusione come vero e proprio paradigma culturale della scuola del nuovo millennio pone ai docenti nuove sfide e in definitiva richiede loro una nuova professionalità. La Scuola Primaria è chiamata a questo sforzo di adeguamento delle proprie modalità di intervento già in gran parte delineate nelle Indicazioni Nazionali e nei recenti documenti normativi che fanno ormai a pieno titolo parte del nostro “panorama” pedagogico. Per rispondere a queste nuove esigenze nasce Valutare nella Scuola Primaria. L’opera si articola in tre volumi a loro volta suddivisi in varie parti che affrontano la problematica della valutazione in ogni sua dimensione. Il primo volume è suddiviso in sette parti. La prima presenta delle dettagliate griglie per la rilevazione dei comportamenti specifici attesi, utili per comprendere in modo approfondito la realtà dell’alunno, per definire con precisione sia i punti di forza, sia le aree di miglioramento del suo repertorio comportamentale e cognitivo e infine per progettare in modo efficace l’intervento educativo; la seconda sviluppa i profili di valutazione dei comportamenti specifici attesi, articolati in tre livelli di rendimento e che, opportunamente arricchiti con gli spunti contenuti nella sezione precedente, permettono una reale ed efficace valutazione delle caratteristiche dell’alunno in modo da ottenere dei veri e propri profili personalizzati; la terza illustra numerosi profili di valutazione per alcune delle principali disabilità presenti nella realtà delle nostre classi; la quarta tratta nel dettaglio i Disturbi Specifici dell’Apprendimento fornendo, accanto a interessanti riferimenti teorici, numerosi e assai utili profili di valutazione; la quinta, presenta numerosi esempi di valutazioni sintetiche degli alunni con svantaggio socio-economico, linguistico e culturale; la sesta contiene i profili di valutazione intermedi e finali, articolati in cinque livelli di apprendimento, degli alunni normodotati; infine, la settima, presenta categorie, definizioni operative, griglie di rilevazione e dettagliate valutazioni, sviluppate secondo le categorie dell’ICF, di tutti quegli alunni che si trovano nella vasta categoria della disabilità. Pertanto, Valutare nella Scuola Primaria è un’opera completa e che con un linguaggio chiaro e puntuale si pone come un valido supporto agli insegnanti nel loro sforzo di progettazione, verifica e valutazione dei percorsi educativi dell’alunno in una scuola finalmente inclusiva.

Il curatore Pietro Gentile



giovedì 6 luglio 2017

Rubriche di valutazione, come crearle sulla piattaforma "Impari"

Sappiamo bene che quando parliamo di didattica per competenze non possiamo non riferirci anche ad un nuovo modo di valutare, che passa necessariamente attraverso la strutturazione di rubriche di valutazione; un lavoro che per il docente risulta talvolta lungo e complesso.

A questo proposito segnaliamo una guida di pochi minuti sulla piattaforma IMPARI sulla compilazione di rubriche di valutazione in modo rapito ed intuitivo. Nel video trovate tutte le indicazioni per accedere al servizio, registrarci e usare la risorsa. 
Buon lavoro a tutti! :) 


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