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venerdì 18 luglio 2014

"A tentare c'è il rischio di fallire" di Leo Buscaglia - Educare Narrando


Un bellissima riflessione di Leo Buscaglia, tratta dal libro "Vivere Amarsi Capirsi". Chi non fa nulla non rischia nulla, non può sbagliare, forse non soffre, ma di certo non vive...

A tentare c’è il rischio di fallire. Ma è necessario affrontare i rischi,
perché il rischio più grande nella vita è non rischiare nulla.
Chi non rischia nulla non fa nulla, non ha nulla e non è nulla.
Può evitare la sofferenza e l’angoscia, ma non può imparare,
sentire, cambiare, crescere, progredire, vivere o amare.
E’ uno schiavo, incatenato dalle sue certezze o dalle sue assuefazioni.
Solo chi rischia è libero.


mercoledì 16 luglio 2014

Esopo, "Il contadino, il figlio e l'asino" - Educare Narrando

Comportarsi in funzione dell'approvazione degli altri forse è davvero da sciocchi. Ce lo insegna questa favola di Esopo davvero piena di significato. Un padre, un figlio ed un asinello in viaggio; dapprima il loro comportamento è in funzione delle opinioni dei passanti, poi muta prendendo consapevolezza di un principio fondamentale: vivere, agire, secondo una personale ragionevolezza e non secondo le opinioni altrui è assolutamente giusto, poiché ci sarà sempre chi avrà da ridire o che la vedrà ... diversamente da te!

Ma se per la tua gioia hai bisogno del permesso degli altri sei proprio un idiota!

H. Esse

Di Esopo

C’era una volta un vecchio commerciante di stoffe che aveva un figlio giovane e forte che si chiamava Valeriano. Un giorno, entrambi si misero in viaggio verso Roma per acquistare delle nuove stoffe che provenivano dal lontano Oriente. Partirono una mattina molto presto: il cammino era lungo e faticoso, per questo decisero di portare anche il loro piccolo asinello. La bestiola era giovane ma mansueta: spesso lo portavano con sé per giungere fino al mercato, caricando la sua schiena di pesanti tessuti e stoffe pregiate. Padre e figlio decisero di portare con loro l’asinello in modo che, portati a turno dalla bestiola, potessero alleviare la fatica del percorso.

Mentre il padre veniva portato dall’asinello e il figlio procedeva con i suoi piedi, i passanti, vedendoli, li schernivano: “Ecco!”, dicevano, “un vecchietto moribondo e inutile, mentre risparmia la sua salute, fa ammalare un bel giovinetto!”. Valeriano, sentendo queste parole, diceva ai passanti: ”Mio padre è anziano e io sono giovane e forte; per questo lui è trasportato dall’asino e io cammino a piedi!”. Ma il vecchio padre si vergognò tanto che in un attimo saltò giù e ordinò a suo figlio di salire al suo posto, suo malgrado.

Così, il vecchio padre camminava a piedi e il giovane Valeriano viaggiava comodamente sul dorso dell’asinello. Ma dopo poco, la folla dei viandanti non tardò a borbottare: “Ecco, un giovinetto pigro e sanissimo, mentre indulge alla sua pigrizia, ammazza il padre decrepito!”. Il ragazzo, vinto dalla vergogna, si sentì in colpa e costrinse il padre a salire sull’asino insieme a lui.

Così, venivano portati entrambi dall’unico quadrupede: il borbottio dei passanti e l’indignazione si accresceva, perché un unico piccolo e giovane animale era montato da due persone. “Povera bestiola, quanto peso è costretto a trasportare sulla sua giovane schiena!”. Padre e figlio, sentendo le chiacchiere della gente, si sentirono entrambi in colpa: scesero dall’asinello e decisero di procedere a piedi, liberando così la bestiola da ogni peso. Allora sì che si sentì, dopo poco, lo scherno e il riso di tutti i passanti: “Due asini, mentre ne risparmiano uno, non risparmiano se stessi”.

Allora il padre, stanco di tutti questi discorsi disse saggiamente: “Vedi figlio: nulla è approvato da tutti; ora ritorneremo al nostro vecchio modo di comportarci”.
La favola insegna che le persone intorno a noi, e che non ci conoscono bene, spesso ci giudicano facilmente qualsiasi cosa facciamo o diciamo. Bisogna sempre comportarsi correttamente senza dare troppo ascolto alle critiche degli altri che a volte sono poco costruttive e dannose per noi.

martedì 15 luglio 2014

Paulo Coelho, "L’asino e il contadino" - Educare Narrando


Si tratta spesso di trasformare le disgrazie in opportunità, il destino avverso in occasioni utili, i sentimenti negativi che ci vengono rivolti in gradini per andare verso l'alto (se non li trasformiamo in rancore).

Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscire. Il povero animale continuò a ragliare sonoramente per ore. Il contadino era straziato dai lamenti dell'asino, voleva salvarlo e cercò in tutti i modi di tirarlo fuori ma dopo inutili tentativi, si rassegnò e prese una decisione crudele. Poiché l'asino era ormai molto vecchio e non serviva più a nulla e poiché il pozzo era ormai secco e in qualche modo bisognava chiuderlo, chiese aiuto agli altri contadini del villaggio per ricoprire di terra il pozzo. Il povero asino imprigionato, al rumore delle palate e alle zolle di terra che gli piovevano dal cielo capì le intenzioni degli esseri umani e scoppiò in un pianto irrefrenabile. Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l'asino rimase quieto. Passò del tempo, nessuno aveva il coraggio di guardare nel pozzo mentre continuavano a gettare la terra. Finalmente il contadino guardò nel pozzo e rimase sorpreso per quello che vide, L'asino si scrollava dalla groppa ogni palata di terra che gli buttavano addosso, e ci saliva sopra. Man mano che i contadini gettavano le zolle di terra, saliva sempre di più e si avvicinava al bordo del pozzo. Zolla dopo zolla, gradino dopo gradino l'asino riuscì ad uscire dal pozzo con un balzo e cominciò a trottare felice.
Quando la vita ci affonda in pozzi neri e profondi, il segreto per uscire più forti dal pozzo é scuoterci la terra di dosso e fare un passo verso l'alto. Ognuno dei nostri problemi si trasformerà in un gradino che ci condurrà verso l’uscita. Anche nei momenti più duri e tristi possiamo risollevarci lasciando alle nostre spalle i problemi più grandi, anche se nessuno ci da una mano per aiutarci. 

La vita andrà a buttarti addosso molta terra, ogni tipo di terra. Principalmente se sarai dentro un pozzo. Il segreto per uscire dal pozzo consiste semplicemente nello scuotersi di dosso la terra che si riceve e nel salirci sopra. Quindi, accetta la terra che ti tirano addosso, poiché essa può costituire la soluzione e non il problema.


domenica 13 luglio 2014

John Lennon: "Ci hanno fatto credere" - Educare Narrando

Lo spirito di ricerca, l'apertura a schemi diversi, alternativi, rispetto a quelli imposti dal comune modo di pensare.
La felicità come approdo dopo un percorso individuale oppure come "compagna di viaggio" durante la ricerca dell'approdo? La parola, per conoscere il suo punto di vista, all'ex beatle.


“Ci hanno fatto credere che l’amore, quello vero, si trova una volta sola, e in generale prima dei trent’anni. Non ci hanno detto che l’amore non è azionato in qualche maniera e nemmeno arriva ad un’ora precisa.

Ci hanno fatto credere che ognuno di noi è la metà di un’arancia, che la vita ha senso solo quando riusciamo a trovare l’altra metà. Non ci hanno detto che nasciamo interi, che mai nessuno nella nostra vita merita di portarsi sulle spalle la responsabilità di completare quello che ci manca: si cresce con noi stessi. Se siamo in buona compagnia, è semplicemente più gradevole.



Ci hanno fatto credere in una formula chiamata “due in uno”: due persone che pensano uguale, agiscono uguale, che solamente questo poteva funzionare. Non ci hanno detto che questo ha un nome: annullamento. Che solamente essere individui con propria personalità ci permette di avere un rapporto sano.

Ci hanno fatto credere che il matrimonio è d’obbligo e che i desideri fuori tempo devono essere repressi.
Ci hanno fatto credere che i belli e magri sono quelli più amati, che quelli che fanno poco sesso sono all’antica, e quelli che invece ne fanno troppo non sono affidabili, e che ci sarà sempre un scarpa vecchia per un piede storto! Solo non ci hanno detto che esistono molte più menti “storte” che piedi.

Ci hanno fatto credere che esiste un’unica formula per la felicità, la stessa per tutti, e quelli che cercano di svincolarsene sono condannati all’emarginazione. Non ci hanno detto che queste formule non funzionano, frustrano le persone, sono alienanti, e che ce ne sono altre alternative.

Ah, non ci hanno nemmeno detto che nessuno mai ci dirà tutto ciò.
Ognuno di noi lo scoprirà da sé. E così, quando sarai molto innamorato di te stesso, potrai essere altrettanto felice, e potrai amare qualcuno.”

sabato 12 luglio 2014

Come Studiare in modo efficace? Alcuni consigli per farlo al meglio


Come organizzarsi con lo studio a casa? A scuola c'è l'insegnante che stabilisce la tabella di marcia, ma a casa come posso organizzarmi? E all'università? Di seguito degli ottimi consigli da seguire.

La pianificazione dei tempi

Nei primi anni della scuola media superiore lo studente si  trova a dover gestire in modo più autonomo la distribuzione del proprio tempo.
E’ evidente che ogni persona deve avere chiara la scala delle priorità che si pone. Ad esempio: se uno studente studia con passione uno strumento musicale oppure pratica uno sport a livello agonistico e decide che questa sfera della sua vita è irrinunciabile, necessariamente dovrà dedicare meno tempo alla scuola, ponendosi obiettivi realistici e non troppo ambiziosi.
Per tutti, comunque, servono buone capacità organizzative soprattutto nelle giornate di studio che precedono le verifiche scritte o le interrogazioni.
Qualche consiglio potrà essere utile. 


- Una programmazione efficace prevede un piano settimanale in cui, quotidianamente, siano presenti momenti dedicati allo studio ed altri riservati allo svago. Il lavoro di pianificazione, infatti, serve a ridurre il tempo di studio aumentandone l’efficacia, in modo da permettere alla persona di avere del tempo libero per le attività extrascolastiche che interessano.
Non è necessario prevedere molte ore di studio. Sono invece importanti la concentrazione, adeguatepause, buoni ripassi.
Potresti costruire un’agenda settimanale con gli impegni fissi (sport, hobbies) e le fasce orarie di studio – base, anche tenendo conto degli orari in cui lavori meglio. Prevedi anche una certa elasticità in modo da far fronte a eventuali periodi di lavoro intenso nello studio o nello sport.

-
Nella programmazione dei tempi, occorre prevedere almeno tre fasi

La prima è di revisione di ciò che è stato svolto in classe al mattino. Infatti se non si rimettono in ordine gli appunti o gli esercizi, presto dimenticheremo il 70% di quanto abbiamo fatto. 
La seconda fase è di studio o di esecuzione di compiti. In questa fase è importante ricordare che gli esercizi vanno svolti dopo aver studiato la parte teorica. Ad esempio in matematica, gli esercizi saranno una verifica della comprensione dei concetti studiati nella teoria. Per quanto riguarda lo studio, affronteremo gli aspetti legati alle tecniche di lettura, alla sottolineatura, alla rielaborazione personale con schemi e mappe. Della memorizzazione abbiamo già trattato precedentemente. 
Una fase di ripasso. Solo dopo aver lasciato “sedimentare” le conoscenze, ripassi successivi permetteranno di inserire le conoscenze nella memoria a lungo termine. 


-Non concentrare mai lo studio nei giorni appena precedenti le verifiche. Molti studenti fanno proprio così, fidando nella potenza della memoria a breve termine. Gli svantaggi però sono numerosi. Infatti i risultati che si ottengono in questo modo sono imprevedibili per vari motivi. L’ansia, ad esempio, gioca un ruolo molto importante nel nostro rendimento: se non siamo sicuri della nostra preparazione potremmo bloccarci, non ricordare più niente, fare una gran confusione. Inoltre, se la preparazione è fragile, basta una domanda posta in modo diverso da quello che abbiamo previsto, per “perdere la bussola”. Inoltre, ed è la cosa più importante, se lavoriamo sempre con la memoria a breve termine, non riusciremo a costruire la già citata rete di conoscenze che ci serve per imparare nuove cose. 

E’ opportuno qui distinguere tra preparazione prossima e preparazione remota.
La prima è proprio quella che realizziamo con gli studi fatti a casa prima dell’interrogazione o della verifica.
La seconda, invece, incomincia dalla prima spiegazione dell’argomento in classe, attraverso l’ascolto, la presa di appunti, la revisione a casa, la richiesta di chiarimenti, gli esercizi,ecc.
Il giorno prima di una verifica o un'interrogazione è possibile solo fare un ripasso per accertarsi di sapere esporre e utilizzare ciò che si è appreso. Quindi:
- rilettura veloce del testo, degli appunti, degli schemi, o esercizi-tipo
- ripetizione ad alta voce per verificare la capacità di esposizione; eventuale simulazione dell'interrogazione o della verifica.
Perciò, se devi studiare 28 pagine di storia per l’interrogazione prevista tra 7 giorni , non programmare lo studio di quattro pagine al giorno. Intensifica invece lo studio all’inizio, diminuendo a metà settimana e tenendoti due giorni per un ampio ripasso.
-
Restano ancora due aspetti:
- verificare se la pianificazione  è stata “realistica”. Confronta il tuo programma con ciò 
che hai realizzato. Sei stato troppo ottimista sui tempi dello studio? O è successo il 
contrario? Correggi la tabella di marcia, ricordando che stai imparando a studiare
 e, come in ogni apprendimento, gli errori sono previsti.
- l’aspetto più impegnativo: rispettare il programma!


Lo studio

Ci sono diversi modi per affrontare lo studio di un argomento ed è importante ripetere che
 ognuno di noi ha strade diverse per raggiungere l’obiettivo. La maggior parte delle persone, 
però, ha un proprio “percorso” che è risultato efficace e viene perciò riutilizzato.
Sulla base di quanto dicono di fare le persone che hanno successo nello studio, un possibile percorso può essere questo.

Attivare la rete di conoscenze. Crearsi aspettative
Comincia ad esplorare il testo che hai davanti come si fa normalmente di fronte a qualcosa di nuovo. 
Hai già un’idea globale dell’argomento perché in classe avrai ascoltato la lezione dell’insegnante. 
Il testo che hai tra le mani presenta una struttura ed un’organizzazione dei capitoli che è bene conoscere. 
Sulla base dei titoli, dei sottotitoli, delle figure, dei grafici ecc. prova a prevedere di cosa parlerà il testo, collegandolo a ciò che già conosci sull’argomento.

Comprendere
Fai una prima lettura globale. Dividi il testo in sequenze, ricavandone le informazioni più importanti. 
Se incontri termini specifici, sottolineali. Se ci sono parole che non conosci, devi cercarne il significato sul vocabolario 
Se incontri grafici,tabelle,ecc. non ignorarli. Integra le informazioni che ne ricavi con quelle fornite dal testo scritto.
Mentre leggi, sottolinea i concetti, scrivi delle parole-chiave vicino ad ogni sequenza, numera i concetti da memorizzare

Rielaborare e memorizzare
Cerca il tuo modo di rielaborare ciò che hai letto. Puoi prendere appunti, fare schemi, fare mappe, ripetere ad alta voce,ecc.
Cerca di associare ciò che stai memorizzando ad altre esperienze, conoscenze, immagini che emergono. Metti qualcosa di noto vicino a ciò che va memorizzato 
Se l’argomento da studiare ha suscitato qualche interesse, sfrutta il momento favorevole e dai un contributo per approfondire i contenuti.


Testo liberamente ispirato da http://www.gentileschi.it/

venerdì 11 luglio 2014

Studiare matematica: alcuni consigli per gli studenti

Studiare matematica a volte fa un po' paura; si sente spesso, anche dalla bocca di persone molto intelligenti, che la matematica proprio "non entra in testa". Questo è vero soltanto in due casi: quando l'insegnante non sa spiegare la materia, vale a dire quando non riesce a renderla "digeribile" allo studente, e quando lo studente non sa studiarla.

In questo post daremo alcuni semplici consigli a quanti hanno intenzione di studiare seriamente la matematica (chi volesse imparare ad insegnarla, invece, farà riferimento ad una letteratura diversa).

STRATEGIE DI STUDIO DELLA MATEMATICA

1. Copiare tutti i teoremi, principi e definizioni, attentamente ed esattamente. In questo caso non bisogna mai riassumere le spiegazioni (come invece è importante fare per le altre materie). La matematica impone rigore, precisione, riportando sugli appunti esattamente tutto quello che l'insegnante ha scritto.

2. Riscrivere gli appunti di matematica a penna, poco dopo il termine della spiegazione. 
Riguardare la spiegazione subito dopo la lezione aiuta a fissare i contenuti. L'efficacia di questo modo di agire è stata più volte dimostrata.

3. Cercare di essere ordinati.
Non è vero che il genio matematico è disordinato. La materia impone rigore e precisione; altrimenti si rischia di... dare i numeri!

4. Ripetere continuamente gli esercizi proposti dall'insegnante finché il loro svolgimento non diventi automatico.
L'apprendimento è anche, ma per fortuna non solo, una questione di ripetizione, di addestramento di alcuni passaggi o contenuti a cui bisogna abituarsi.

5. Per ogni ora di lezione occorre passare almeno due ore sui libri.

L'importanza della fatica e dell'applicazione è il preludio a qualsiasi risultato.

giovedì 10 luglio 2014

Stili di apprendimento / Stili di insegnamento - Raccolta completa dei materiali

In questa pagina vengono raccolti i migliori post che riguardano gli stili di apprendimento e gli stili di insegnamento. In essi sono contenuti test da scaricare, schemi, libri in formato E-book completamente gratuiti.
Molto del materiale presente qui è stato raccolto in occasione di corsi di aggiornamento tenuti sull'argomento.

Stili di apprendimento: qual è il tuo?
Esempi di stili di apprendimento: l'approccio globale e l'approccio analitico

Stili di apprendimento: riconoscerli per dare ed ottenere il massimo
Conoscere gli stili di apprendimento aiuta lo studente ad organizzare la mole dei contenuti da apprendere  in modo da renderli adattarli alle proprie caratteristiche, e l'insegnante ad adattare le sue lezioni alla tipologia di studente che ha di fronte. 

In questo post raccogliamo una serie di risorse che hanno a tema gli stili di apprendimento, gli stili cognitivi, le teorie sull'intelligenza, che consideriamo argomenti importantissimi nei contesti di insegnamento e apprendimento

In questo post vengono presentati gli stili di apprendimento secondo le teorie della PNL, Programmazione Neuro Linguistica. E' utile conoscerlo per adattare la didattica. Contiene un questionario per individuare lo stile dominante.

Conoscere gli stili di apprendimento per insegnare e/o imparare meglio
Nel post ci soffermeremo sui principali stili di apprendimento: Stile Accomodatore, Stile Divergente, Stile Convergente, Stile Assimilatore









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