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domenica 14 febbraio 2016

80 e-Book gratuiti da Erickson, liberamente scarcabili

E' disponibile, sul sito della nota casa editrice Erickson, una sezione da cui scaricare liberamente, a seguito di una semplice registrazione, circa 80 libri in formato e-Book con a tema l'educazione, la formazione, la registrazione di buon pratiche in ambito educativo-pedagogico.

Si tratta di una nutrita raccolta, passata al vaglio dell'Editore, di testi scritti da addetti ai lavori nelle scuole, nei servizi sociali, nelle istituzioni socio-sanitarie e nelle organizzazioni del terzo settore. 

L'iniziativa rientra nel progetto Erickson Live.

I LIBRI SCARICABILI SONO SUDDIVISI IN 18 SEZIONI

Di cosa si tratta? Riportiamo la presentazione tratta dal sito:

EricksonLIVE è il nuovo progetto firmato Erickson che propone pubblicazioni di narrativa, biografie, presentazioni di buone prassi, descrizioni di sperimentazioni, metodologie e strumenti di lavoro.
EricksonLIVE dà voce ai professionisti del mondo della scuola, dell’educazione e del settore socio/sanitario, ma anche a genitori, studenti, pazienti, utenti, volontari e cittadini attivi. Vengono selezionate, pubblicate e divulgate le esperienze, le sperimentazioni e le idee che questi protagonisti hanno sviluppato e realizzato: si dà loro l’opportunità di condividerle attraverso la stampa tradizionale,l’e-book e il web.
Con i loro interventi e le loro riflessioni tutte queste persone hanno prodotto e stanno producendocultura vivasia di matrice professionale e metodologica, sia quella cultura umile ma profonda che scaturisce dalle storie di vita nella quotidianità. EricksonLIVE offre ora l’occasione di dare maggiore diffusione a idee, testimonianze ed esperienze preziose che rimarrebbero altrimenti poco visibili, trasmettendole alla vasta platea dei lettori affezionati alle tematiche Erickson.
EricksonLIVE è un luogo dove autori e lettori possono incontrarsi per confrontarsi, dare e ricevere suggerimenti, scambiare le proprie esperienze, commentare le opere, trovare approfondimenti, scaricare materiali (testi, immagini e video).


Per scaricare gratuitamente i libri
 è sufficiente effettuare la registrazione

sabato 13 febbraio 2016

Percorsi di didattica della fisica, un lavoro di Tonino Filardi

Segnalo un libro adatto a docenti di matematica e fisica, "partorito" dalla passione e dalla competenza del collega Tonino Filardi.

Si tratta del libro Percorsi di didattica della fisica, ovvero la triplice alleanza fra matematica, fisica e passione per l'insegnamento, Falzea Editore.

L’AUTORE.
Dopo una Maturità classica ed una Laurea in Fisica  conseguite col massimo dei voti, Tonino Filardi comincia  insegnando Elettronica all’Istituto Tecnico Industriale “Fermo Corni” di Modena. Da oltre 10 anni è ordinario di Matematica e Fisica al Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria. Ha prestato la sua attività di formatore in Corsi di formazione ed aggiornamento per Docenti e, fra il 1999 ed il 2001, è stato Docente in tre tornate dei Corsi abilitanti per i Colleghi non di ruolo per conto del Provveditorato di Modena. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su LA FISICA NELLA SCUOLA, organo dell’A. I. F. Negli ultimi anni ha prodotto sul web delle video lezioni che hanno ricevuto numerosi apprezzamenti con oltre 15000 visualizzazioni.

L’OPERA.

Questo libricino vuol essere un inno all’insegnamento fatto da un Docente innamorato delle sue Discipline,  Matematica e Fisica. Egli infatti, proprio in un periodo in cui un eccessivo uso del web rischia di stordire i ragazzi andando verso un’estrema parcellizzazione del sapere, sente il bisogno di riaffermare una delle più belle caratteristiche del sistema scolastico italiano, e cioè che Matematica e Fisica siano due discipline – due “facce della stessa medaglia” - il cui insegnamento, almeno a livello di Liceo, deve essere impartito dalla stessa persona. Procede, poi, con una visione originale dell’insegnamento della Fisica, proponendo tanti spunti di riflessione e contemplando la possibilità di insegnare ai ragazzi alcune cose, anche complesse, ma con un linguaggio semplice e accattivante, lontano dall’ampollosità stucchevole con cui gli stessi argomenti, ahimè troppo spesso, vengono trattati. Non mancano visioni altamente innovative e originali di alcuni aspetti della Didattica della Fisica, concepiti per stuzzicare cognitivamente i nostri ragazzi, al fine di “ex ducere” l’originalità irripetibile di ognuno di loro. L’opera vuol essere un’iniezione di ottimismo verso quei docenti che, dati i tempi, sono un po’ sfiduciati circa l’utilità della loro professione. Vuol anche aiutare ogni ragazzo a cogliere quella profonda unione fra la propria anima e l’intero Universo che solo le grandi passioni e la profonda comprensione delle più sofisticate teorie scientifiche possono far cogliere. Ciò, come dice il sottotitolo, sempre nella triplice alleanza fra Matematica, Fisica e Passione per l’insegnamento. 

giovedì 11 febbraio 2016

6 cartoni animati per sensibilizzare alla Dislessia: li trovi su youtube


L'unica "pecca" di questa risorsa, ammesso che una pecca sia, è che è disponibile solo in lingua inglese.


A parte ciò, si tratta di un progetto davvero encomiabile, realizzato dalla Dyslexia Action, associazione britannica impegnata da 40 anni nel supporto di persone con difficoltà nei numeri e nell'uso del linguaggio.

Da un budget di 150 mila euro sono stati coinvolte le risorse del Festival Visual effects, animation and games della Bournemouth University e, soprattutto, il talento di alcuni studenti inglesi.

Da questo lavoro a più mani sono stati realizzati 6 mini cartoni animati, ognuno dei quali ha un messaggio positivo e di supporto ai bambini e ragazzi con D.S.A.

L'alunno con D.S.A. non è solo: questo è il messaggio che accomuna i 6 video.

In basso riporto il canale youtube dove puoi trovare i video.


mercoledì 10 febbraio 2016

Creare un personaggio: cartoni animati e fumetti - Include materiali da scaricare e video tutorial

Di Alessandro Battan, creatore e amministratore di uffolo.com

Creare un personaggio dei cartoni animati non è una cosa semplice. Ci vuole tecnica, studio, ingegno, fantasia e creatività. Tutti elementi che rendono speciale un disegno ben riuscito. Eppure per disegnare un fumetto o un personaggio dei cartoni animati non è necessario essere sempre dei veri professionisti, ma è possibile crearne uno seguendo delle istruzioni base che chiariscono come fare per poterlo realizzare. La passione per il disegno dev’essere alla base di questo tipo di lavoro, le tecniche invece si affineranno strada facendo grazie alla pratica, lo studio e la determinazione.
Per prima cosa è importante scegliere il soggetto da disegnare. In questo caso specifico è stato scelto Paperino, tipico personaggio della Disney che tutti sicuramente ricorderanno per il suo carattere irascibile e per la sua simpatia. In seguito bisogna avere in dotazione tutto l’occorrente necessario per poter lavorare serenamente quindi è indispensabile avere: una matita, un foglio di carta o cartoncino bianco, una gomma pane, pennarelli, inchiostro nero, pennellini da rifinitura.
Poi si inizia a disegnare la sagoma del papero per delineare almeno la bozza. Dobbiamo avere bene in mente le caratteristiche fisiche di Paperino, solo così potremmo disegnarlo alla perfezione. Si parte dalla testa, che ricopre circa 1/3 del corpo e che viene raffigurata come un cerchio, poi si delinea il collo, il corpo per intero che assume la forma di una pera, i piedi palmati, la coda, le braccia e il becco. Dopo aver abbozzato i lineamenti, si può procedere a disegnare il cappellino e la blusa.
Se i tratti sono spessi si possono alleggerire con la gomma pane. E’ importante ricordare che il personaggio deve avere una sua tridimensionalità, dare volume infatti è essenziale. L’utilizzo di una matita morbida, ad esempio, rende il disegno più facile da eseguire per il suo tratto delicato. Successivamente, con un pennarello nero o con un pennellino, si iniziano a marcare i contorni e si parte dal punto più sottile per giungere a quelli più spessi.

Da ciò si evince che i lineamenti che sono in primo piano avranno più profondità e saranno più evidenti quindi il colore nero risulterà più netto e visibile, mentre quelli che sono in secondo piano avranno dei tratti meno marcati e saranno più chiari. Nel caso in cui ci fossero degli errori, essi si possono correggere con della tempera bianca o con un bianchetto.
Dopo aver compiuto questi passaggi fondamentali, è necessario curare maggiormente i dettagli e se si vuole si può colorare il disegno. Così facendo il vostro Paperino sarà completato con poche e semplici mosse.Prestate attenzione nel fare asciugare bene il pennarello per far sì che il colore appena utilizzato non rovini il disegno.
Seguite questo video diviso in 5 parti (dell’illustratore professionista Alessandro Battan), spiega e mostra passo a passo come si costruisce un personaggio a fumetti, iniziamo da paperino.

L’impatto dei fumetti per bambini nella società moderna
Al giorno d’oggi, i fumetti non hanno più lo stesso impatto che avevano un tempo. Bisogna anche dire che abbiamo assistito all’interno della società moderna ad un’evoluzione nei costumi e nelle abitudini e quindi il fumetto, che all’epoca era legato al giornalino che si acquistava in edicola, ha perso gran parte della sua importanza anche se ha mantenuto intatto il suo fascino. Il fumetto infatti mantiene ancora quella sua funzione educativa che è molto importante per i bambini, che tramite la vignetta o il personaggio che seguono, possono recepire nella maniera corretta un messaggio istruttivo.
Il fumetto utilizza un linguaggio universale che è comprensibile da tutti, non ha età e riveste un ruolo fondamentale per l’educazione dei bambini. Tramite il disegno si può apprendere un insegnamento in maniera assolutamente allegra e divertente e l’approccio con le regole da rispettare ad esempio non è più così traumatico. Oggi esso è stato sostituito dai film d’animazione visti non solo al cinema, ma anche su PC e tablet, e questo ha fatto perdere un po’ quella poesia che il giornalino a fumetti riusciva a regalare.
Si è persa anche un po’ quella spontaneità ed ingenuità legata al mondo dell’infanzia ed ogni informazione è fruibile velocemente senza quella magica attesa che consisteva nell’aspettare l’uscita del numero in edicola ogni settimana.

Creare un personaggio originale nel mondo della fantasia e del libro illustrato per bambini
Creare un personaggio originale e farlo piacere al pubblico attento e curioso dei bambini richiede un grandissimo lavoro d’ingegno. La creatività e lo spirito d’osservazione sono le regole basilari da seguire, (a parte la bravura nel disegno) per garantire un risultato sorprendente. Per idearne uno infatti ci vuole fantasia e originalità perché il nuovo soggetto deve catturare l’attenzione e deve rimanere impresso.
E’ importante a questo proposito osservare bene la realtà che ci circonda e prendere spunto per qualche soggetto che sia veramente originale. Si possono trarre dei particolari interessanti anche dalle vostre letture, dall’osservazione di parenti e amici, da figure che colpiscono il vostro sguardo. Tutto contribuisce a rendere il personaggio unico. Quando poi si è scelto chi raffigurare, bisogna iniziare a delineare con precisione ogni caratteristica, non solo fisica ma anche caratteriale, per far sì che l’espressione che compare in volto faccia trasparire la personalità.
Dopo di che si crea sempre la bozza e si iniziano a delineare i contorni della sagoma. Man mano, grazie all’aiuto di strumenti di precisione come la matita o il pennarello, il soggetto scelto inizia a prendere vita e ad apparire quasi reale. Scegliete bene le sue caratteristiche di modo che il personaggio non appaia mai banale, ma anzi sia accattivante e sorprendente. Solo così i bambini rimarranno entusiasti e piacevolmente colpiti.

Il difficile lavoro del cartoonist: come si svolge
Il lavoro del cartoonist non è affatto semplice. Il requisito fondamentale per diventarlo è amare il mondo del disegno e nello specifico quello del fumetto e dei cartoni animati. Questo mestiere si può imparare con pazienza e buona volontà. Frequentare un corso può essere una soluzione ideale per apprendere quelle tecniche di base che vi faranno diventare un cartoonist professionista. Egli, secondo la definizione classica, è un disegnatore specializzato nel disegnare cartoni animati e fumetti ed è spesso definito un artista.
Il suo lavoro è alquanto meticoloso, con una cura dei dettagli molto attenta e precisa per rendere il soggetto scelto simile al reale. Il cartoonist per portare a termine il suo lavoro deve seguire diverse fasi. Per prima cosa egli deve creare un personaggio quindi comincia col fare uno schizzo con la matita su un foglio bianco, poi quando la bozza è terminata procede a passare l’inchiostro nero con un pennello o delle penne adatte. Man mano il disegno prende forma e si va perfezionando sempre di più.
I cartoni animati vengono realizzati solitamente presso un azienda o società di produzioni, che attraverso il lavoro di squadra crea cortometraggi o film destinati alla televisione e il cinema. Mentre la produzione di una storia a fumetti viene creata principalmente attraverso la collaborazione di uno sceneggiatore che si occupa della prima stesura del soggetto e della sceneggiatura, dopodiché il disegnatore, disegna su ciascuna pagina i fumetti a matita e li inchiostra con la china nera. Nella terza fase entra in gioco il colorista cioè colui che completa tutti i disegni rifiniti con il colore.
Ed infine una quarta persona si occupa di inserire i testi dei dialoghi nei “baloon” (termine inglese) o nuvolette. Una volta che la storia a fumetti è impaginata e pronta per la pubblicazione gia precedentemente approvata dall’editore, si passa alla stampa. Naturalmente anche i fumetti hanno uno svariato utilizzo che si adatta per ogni tipo di richiesta e necessità, come ad esempio campagne pubblicitarie, educazione e molto altro.
Per chi ha una passione smisurata per il disegno e ama vivere in un mondo dove la fantasia e la creatività la fanno da padrone questo mestiere è bellissimo e davvero interessante. Bisogna ricordare che quello del cartoonist è un lavoro di costanza senza dimenticare che anche il talento è indispensabile, quindi se lo si sceglie dev’essere svolto con criterio e assoluta serietà. Anche perché il fumetto veicola un messaggio ben preciso, tramite il personaggio o la vignetta disegnata, quindi è importante sapere che esso deve arrivare al pubblico in maniera chiara e diretta.

Disegni da stampare e colorare per bambini

Scarica e stampa il PDF gratuito, contiene 30 disegni in bianco e nero scelti dal web di personaggi disney dei fumetti e cartoni animati per bambini. “Copyright Walt Disney”

Link in ordine numerico per il video su come disegnare un personaggio (in questo caso parlo di Paperino)

Video tutorial da 1 a 5

martedì 9 febbraio 2016

A CHI, IN NOME DEL GENDER, BLOCCA PROGETTI EDUCATIVI A SCUOLA, di Alberto Pellai

Un interessante intervento del prof. Alberto Pellai che, di nuovo, si pronuncia sull'attuale questione del "gender nelle scuole".

In fondo alla pagina trovate il link alla sua pagina Facebook, dove potrete seguire i suoi interventi, e il link alla pagina che racchiude i suoi interventi più significativi.

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Da anni lavoro sul tema della prevenzione primaria degli abusi sessuali. Il mio manuale “Le parole non dette” (Erickson ed.) è uno dei testi di riferimento per chi vuole promuovere con i bambini un percorso di prevenzione finalizzato ad aiutarli a riconoscere le situazioni a rischio, a dare valore alle reazioni emotive che il nostro corpo sperimenta in queste situazioni (mi si è acceso un vulcano nella pancia, raccontano le vittime quando ricordano la prima volta in cui hanno subito un abuso), a dire no, ad andare via dalla situazione a rischio e soprattutto a raccontarlo ad un adulto di cui ci si fida.
In questo tempo di allarme per la diffusione dell’educazione al gender nelle scuole, questo progetto di prevenzione è stato molto criticato e attaccato e alcune scuole in cui veniva svolto lo hanno dovuto abbandonare. Paradossalmente, lo slogan di questi movimenti è “Giù le mani dai nostri bambini” che è anche un perfetto slogan contro ogni forma di abuso sessuale all’infanzia. Purtroppo, all’urlo di questo slogan – ovvero “Giù le mani dai nostri bambini” – alcune scuole hanno dovuto abbandonare un progetto finalizzato ad aiutare i bambini ad acquisire competenze protettive. Del resto, alcuni giorni fa, un sito portavoce della campagna “No gender” ha pubblicato un articolo che mi riguardava in prima persona citandomi con nome e cognome e che partendo dalla domanda “L’educazione sessuale dei ragazzi è bene?” (cito testualmente) , citando alcune fonti selezionate ad hoc, conclude affermando così (cito sempre testualmente): “Gli obiettivi originari dell’educazione sessuale (nata, lo ricordiamo, meno di un secolo fa), sono lo sradicamento della morale, la diffusione di aborto e contraccezione, la creazione di una umanità più docile al potere. Tutto questo attraverso una precoce sessualizzazione.”
Ecco, questa è un’affermazione che a me sembra alquanto strana. Io non solo non la condivido, ma ho centinaia di articoli scientifici e di meta-analisi basate su studi pubblicati che affermano l’importanza dell’educazione sessuale e la sua efficacia. L’autore invece nel suo articolo ha selezionato uno studio del 2011 in cui si afferma che : “I programmi che incrementano l’accesso alla contraccezione sono stati trovati capaci di decrementare le gravidanze indesiderate tra gli adolescenti nel breve termine ma aumentano le gravidanze indesiderate nel lungo termine”. Inoltre cita un secondo articolo del British Medical Journal in cui si afferma che: “non è emersa alcuna prova che interventi [di educazione sessuale] siano efficaci nel ritardare l’esperienza eterosessuale o ridurre le gravidanze, l’ubriachezza o l’uso di cannabis. Alcuni risultati suggeriscono un effetto contrario”. Forse è importante specificare che nel primo articolo si parla di “programmi che incrementano l’accesso alla contraccezione” che non necessariamente coincidono con i programmi di educazione sessuale (per esempio un programma di distribuzione gratuita dei profilattici soddisfa il criterio dell’incremento all’accesso alla contraccezione, ma non è un programma di educazione sessuale) e nel secondo caso citato l’autore non si è accorto che l’articolo non è basato sulla valutazione di interventi di educazione sessuale (termine che lui aggiunge tra parentesi quadra nel riproporre le conclusioni del lavoro), bensì sulla valutazione di programmi chiamati “youth development” che dall’articolo stesso vengono definiti come progetti finalizzati a promuovere uno sviluppo generale personale del soggetto, l’autostima, prospettive di carriera positive e altre aspirazioni, oltre che buone relazioni con gli adulti tra soggetti giovani e vulnerabili ( aim to promote overall personal development, self esteem, positive career and other aspirations, and good relationships with adults among vulnerable young people), definizione che secondo me è molto lontana da quella che noi utilizziamo per definire i progetti di educazione sessuale.
Io per correttezza non cito il nome e cognome dell’autore. Se dobbiamo parlare di programmi, idee, cose che servono ai nostri figli, per me non è importante citare lui che afferma queste cose, ma continuare solo a leggere in modo critico (e dialogico) ciò che afferma. Per cui, vorrei che la prossima volta che si afferma una cosa così forte come :

“Gli obiettivi originari dell’educazione sessuale (nata, lo ricordiamo, meno di un secolo fa), sono lo sradicamento della morale, la diffusione di aborto e contraccezione, la creazione di una umanità più docile al potere. Tutto questo attraverso una precoce sessualizzazione.”
E si parla male di una strategia che tutte le organizzazioni mondiali a tutela dell’età evolutiva valutano come molto utile, necessaria e fondamentale, lo si facesse in modo meno ideologico, più scientifico e rigoroso. Eventualmente con un confronto diretto che permetta lo scambio di idee.
Per concludere, condivido con voi una cosa bella che è successa proprio ieri. Una mamma che frequenta questa pagina Facebook mi ha mandato una bellissima testimonianza a sostegno del lavoro di prevenzione primaria dell’abuso sessuale all’infanzia. Aveva ascoltato dei bambini che parlavano tra loro. E nelle loro parole io ho ritrovato tutti i messaggi preventivi del progetto “Le parole non dette”. La lettrice è barbara Boggio e mi ha autorizzato a citarla e a condividere con voi quanto mi ha scritto. Perciò, incollo qui sotto la sua mail, per intero.
Esco di corsa dalla riunione per buttarmi in un’altra, in un mezzogiorno freddo ma assolato. Nell’area solitamente pedonale è parcheggiato un pullman, di quelli con la televisione e il bagno, col motore spento. Di fianco, davanti al bar, una quarantina di bambini in fila per due, con gli zainetti della merenda, i giubbotti colorati e il cappello sulle orecchie. A una prima occhiata sembrano di terza elementare. Le maestre sono impegnate nel difficile compito di verificare che tutti siano presenti al momento della partenza. Mi immagino stiano andando in gita, non troppo lontano vista l’ora. Nell’aria c’è eccitazione e aspettativa, che li rende irrequieti ed euforici. Attraverso nella loro direzione a passo svelto, e sento uno scambio di battute tra i due dell’ultima fila, un bambino e una bambina.
“E allora che fai, se ti perdi?”
Chiede la bambina.
“Cerco un vigile, un poliziotto o un adulto di cui ci si può fidare, come una mamma col passeggino”
Risponde lui.
“E se invece qualcuno ti vuole portar via?”
Lo incalza ancora, bonariamente.
“Grido no e scappo via!”
Conclude sorridendo lui.
I progetti di prevenzione, l’educazione all’affettività, l’insegnamento del rispetto di sé e degli altri. Sono inutili? No, non l’ho mai pensato. Ma oggi ho riconosciuto quelle parole che ho letto tanto tempo fa, e che mi sono state raccontate dai miei figli dopo averle ascoltate da una insegnante brava e preparata.
Se i bambini ricordano qualcosa è perché la trovano buona per loro, e gli è stata spiegata nel modo più giusto. Altrimenti scivola via dal giorno alla notte.
Per chi, come lei, si impegna ogni giorno affinché i grandi si prendano cura dell’educazione affettiva dei nostri bambini, credo sia importante anche raccoglierne i frutti. E quello che ho ascoltato oggi mi sembra il frutto migliore.






domenica 7 febbraio 2016

Guida agli scrutini: tutto ciò che devi sapere

Proponiamo una serie di risorse per orientarsi nel mondo degli scrutini, dell'attribuzione dei voti, della gestione dell'assenza dei colleghi, della valutazione di alunni in situazione di handicap o con BES.

Il manuale degli scrutini perfetti
Per chi non ha tempo da perdere, in due pagine PDF fitte e ricche di informazioni è possibile trovare alcune "dritte" utili per lo svolgimento degli scrutini.

Guida agli scrutini finali, scuola secondaria di I e II grado
Guida realizzata dalla UIL scuola Venezia

Regole da rispettare in caso di sciopero durante gli scrutini
Indicazioni fornite in modo congiunto dalle principali sigle sindacali


Le guide che seguono sono state individuate e selezionate dal sito Orizzonte Scuola.


Guida agli scrutini e consigli finali nella scuola secondaria di I e II grado

Guida agli scrutini finali della secondaria di I e II grado: la partecipazione dei docenti

Guida agli scrutini finali della secondaria di I e II grado: il numero di verifiche, la valutazione dell' "impreparato", voti numerici interi.

Ciò che dovete sapere sul limite delle assenze degli studenti

Scrutini finali scuola primaria e il ruolo del D.S.

Scrutini scuola secondaria: promuovere o bocciare a maggioranza

DSA: alunno non ammesso alla classe successiva e obbligo di motivazione del provvedimento

Voto deciso dal consiglio di classe durante gli scrutini: i criteri

Scrutini finali: quali docenti partecipano

Non ammissione, 5 in condotta e voti delle materie: come orientarsi

Ammissione, numero di assenze e certificato delle competenze dell'alunno disabile

Allo scrutinio devono partecipare tutti i docenti

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Può anche interessarti:

Schemi per la formulazione dei giudizi per I e II quadrimestre, in cartaceo e/o on-line

sabato 6 febbraio 2016

Come gestire i capricci dei bambini: basta con urla, punizioni e percosse!

Servono le urla, le minacce, le punizioni - qualche volta le percosse - quando il bambino fa i capricci?

Su questo blog, in un certo senso, ci siamo già occupati della questione, riportando una interessante riflessione del Prof. Alberto Pellai


Il problema, tuttavia, adesso è diverso: non discutiamo sulla inopportunità di una simile reazione ai capricci, ma su come imparare a reagire diversamente e in modo ADEGUATO.

Per questa ragione proponiamo una videolezione di Roberta cavallo, di cui in basso trovate una breve presentazione e di cui, ancora più in basso, trovate il video che introduce al corso

Come si risolvono i capricci senza urla, sgridate e fatica?


Per accede al corso occorre cliccare al link in basso e seguire le istruzioni, in cui si richiede di inserire la propria mail per riceverlo sulla propria casella di posta elettronica.

VAI AL CORSO


Roberta Cavallo è l'autrice best seller più letta in Italia degli ultimi 2 anni nel settore infanzia.

70.000 genitori italiani hanno letto i suo libri che hanno raggiunto il 1° posto in classifica su Amazon, Ibs, Macrolibrarsi e Il Giardino dei Libri. 
Le soluzioni controverse eppure così efficaci di "Smettila di Fare i Capricci", come ribadito dai lettori on-line, hanno attirato l’attenzione dei media: è stata intervistata da Uno Mattina, TG5, Gioia, Repubblica, Starbene, Radio 24, Radio Deejay, Radio Rai 1, Huffington Post.



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