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venerdì 25 novembre 2011

Come gestire le classi (anche le più difficili)

Una delle abilità alla base della professione del docente è la gestione della classe, vale a dire la messa in opera di competenze relazionali, affettive, organizzative che permettono sia agli alunni di lavorare in modo sereno e proficuo sia all'insegnante di gestire in modo ottimale il suo lavoro.

Non sempre è facile gestire le classi e nei casi in cui l'insegnante (maestro o professore che sia) trova difficoltà nel "tenere sotto controllo" i suoi alunni, sperimenta un senso di frustrazione che mina la sua autostima e il suo senso di autoefficacia.

Rispetto alla gestione della classe concorrono essenzialmente due variabili:

- La prima riguarda effettivamente le caratteristiche degli alunni: ci sono classi di alunni tranquilli, laboriosi ed educati, con una solida famiglia alle spalle che tiene in primaria considerazione il fattore "educazione"; vi sono altre classi, invece, che sembrano agglomerati di alunni problematici, vivaci, poco rispettosi dell'ambiente e delle persone (immaginiamo, ad esempio, le classi che si formano nei quartieri degradati delle grandi città). E' ovvio che le strategie e i comportamenti degli insegnanti cambieranno a seconda che si abbia a che fare con l'uno o l'altro modello di classe (naturalmente le due tipologie sono una semplificazone di comodo; nella realtà non esistono né solo "classi ghetto" né sole classi "angeliche").

- La seconda variabile - ben più importante - riguarda l'insegnante, in riferimento alla sua personalità, alla sua autostima, al suo senso di autoefficacia, all'autorevolezza con cui si rapporta alle classi e ai singoli alunni.

Imparare a gestire la classe richiede una riflessione piuttosto complessa da parte del docente e delle "comunità" di docenti (collegi, consigli di classe).

Segnaliamo qui una serie di strumenti della massima utilità che gli insegnanti possono utilizzare per "lavorare su sé stessi" e via via affinare metodologie e forme di comunicazione per lavorare serenamente in classe.

Intanto allego due documenti che ho trovato sul web e che sono qui scaricabili
(Non ricordo da quale fonte provengano ed è ovvio che se i titolari dei diritti volessero segnalarmelo inserirei subito il link di richiamo.)

Gestioni degli allievi difficili - Scarica

Estratto dal libro "Sopravvivere nelle classi difficili"- Scarica

Ci sono di seguito dei libri di grande utilità. Dopo averli studiati si tratta di mettere in pratica ciò che dicono. E' cosa facile? Per niente, ma non c'è altro modo; passo dopo passo, però, si arriverà a padroneggiare sé stessi e i propri vissuti e quindi a gestire gli alunni.


- Sopravvivere nelle classi difficili, Paul Blum, Erickson
(E' il libro da cui è stato estratto il secondo allegato segnalato prima).

PRESENTAZIONE
Per vivere un'esperienza di lavoro gratificante in qualunque classe e scuola, l'insegnante deve poter disporre di un'atmosfera calma e di un ambiente cognitivo e relazionale adatto per apprendere. Una situazione del genere è il più delle volte un ideale molto distante dalla realtà. Anzi spesso le classi sono l'esatto contrario, e tuttavia in esse si deve pur sempre lavorare con un minimo di efficacia. In una scuola difficile niente può essere dato per scontato, anche se l'insegnante ha maturato una grande esperienza. È spesso indispensabile padroneggiare specifiche strategie di "sopravvivenza" e di gestione della classe.Questo libro è stato scritto per aiutare gli insegnanti che devono gestire gruppi difficili di studenti e situazioni scolastiche spinose. Vengono prese in considerazione situazioni in cui gli insegnanti sono ignorati, sfidati o aggrediti sia verbalmente che fisicamente, e vengono discusse le routine quotidiane che risultano spesso deboli o controproducenti rispetto ai tentativi di far smettere gli alunni di presentare comportamenti problema e di indurli ad ascoltare la lezione. I consigli suggeriti saranno utili anche agli insegnanti che, pur avendo esperienze positive di insegnamento, incontrano talvolta alcune situazioni difficili e turbolente.

VAI AL LIBRO

- Guida pratica alla gestione della classe. Strategie e proposte operative per fare lezione in maniera efficace e serena, Francesco Schipani
Per un docente è sempre più difficile coinvolgere e motivare gli alunni di una classe: la difficoltà principale è quella di riuscire a gestire una lezione in maniera tranquilla. Per questo motivo gli insegnanti devono avere, oltre alle conoscenze specialistiche di una materia, competenze specifiche nel campo relazionale e della comunicazione.
Con Guida Pratica alla Gestione della Classe Francesco Schipani, docente di Scuola Secondaria di primo grado, autore di testi scolastici e formatore, propone una serie di spunti pratici e strategie utili per guidare al meglio una classe o un gruppo. La parola chiave è efficacia! L’autore ha personalmente sperimentato tutte le strategie presenti in questo testo ispirandosi alla Programmazione Neuro Linguistica (PNL), un insieme di tecniche che mirano a conseguire l’eccellenza in tutti i campi. Tutte le indicazioni sono facili da applicare e consentono di ottenere ottimi risultati.
Guida Pratica alla Gestione della Classe è suddivisa in quattro capitoli: il primo è dedicato alle tecniche e ai principi di base per le relazioni interpersonali; il secondo e il terzo illustrano sei potentissime risorse mutuate dalla PNL; l’ultimo riguarda la comunicazione non verbale. Ogni paragrafo è corredato da numerosi suggerimenti operativi da sperimentare sul campo. I contenuti di questo volume sono un valido strumento non solo per quanti operano nel campo dell’istruzione (insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado) e della formazione, ma anche per chiunque intenda migliorare le proprie capacità relazionali e di gestione di gruppi. 

VAI AL LIBRO


- Star bene insieme a scuola, Francescato D., Putton A., Carocci 
Consigliato soprattutto per la scuola Primaria e Media 
Il volume costituisce una valido aiuto per gli insegnanti ai fini d'una efficace gestione della classe. La prima parte del libro descrive tre diverse metodologie di educazione socio-affettiva. nella seconda vengono presentati i risultati di una ricerca svolta in diverse scuole italiane in cui queste metodologie sono state sperimentate da psicologi e insegnanti con risultati positivi. L'ultima parte è costituita dal diario di classe di una delle autrici che offre validi spunti e idee-guida per l'attuazione pratica del metodo descritto.

- L'autoterapia razionale-emotiva. Come pensare in modo psicologicamente efficace, Albert Ellis, Erickson
La Terapia Razionale-Emotiva (RET) è un approccio psicologico che negli ultimi trent'anni ha avuto un notevole influsso sulla psicoterapia. Il volume è l'opera divulgativa più recente e più completa di Albert Ellis, il fondatore e l'esponente più noto della Terapia Razionale-Emotiva a livello internazionale. Il volume può essere utilizzato in diversi modi: a) come manuale elementare per lo studio della psicoterapia RET (utile per psichiatri, psicologi clinici, assistenti sociali, operatori dell'educazione); b) come sussidio di autoterapia (utile per pazienti di psicoterapeuti RET); c) come manuale di autoaiuto personale (per coloro che vogliono migliorare la propria vita psicologica).Al contrario di molte altre Scuole, la RET (Terapia Razionale-Emotiva) ha alla base principi semplici, straordinariamente efficaci e facilmente trasmissibili. Al punto che i terapeuti sono soliti fornire ai pazienti sintesi semplificate della teoria RET perché già queste conoscenze di per sé formano una ottima terapia (questa tecnica è conosciuta come biblioterapia).Il presupposto da cui parte Ellis è che, se noi riusciamo a pensare in modo razionale, la forza traumatica di molti eventi e il loro potenziale ansiogeno si riducono grandemente. Infatti, varie forme di disagio psicologico ed emotivo non sono causate dalle caratteristiche dell'evento attivante in sé, ma dai pensieri, spesso distorti e irrazionali, per mezzo dei quali lo interpretiamo e gli assegnamo un significato esageratamente disturbante.

- Il senso di autoefficacia, Bandura, Erickson

 Per senso di autoefficacia si intende "la convinzione delle proprie capacità di organizzare e realizzare il corso di azioni necessarie per gestire adeguatamente le situazioni che si incontreranno in un particolare contesto, in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati". Questo volume analizza a fondo il ruolo dell'autoefficacia nel contesto scolastico, ma anche in altri ambiti importanti come ad esempio la promozione della salute, intesa come assunzione di comportamenti positivi e modificazione di abitudini a rischio. Un libro di ampio respiro culturale, che apre finalmente l'orizzonte italiano anche sull'opera di Albert Bandura, un grande della psicologia mondiale.A parità di intelligenza e abilità specifiche, la persona con un forte senso di autoefficacia sceglie obiettivi più elevati, è più motivata, usa le proprie capacità con maggiore efficienza, è meno ansiosa, gestisce meglio i fallimenti, è più tenace e, alla fine, ottiene risultati significativamente più soddisfacenti di chi ha invece una percezione negativa delle proprie possibilità. Questa importante caratteristica della personalità permette di migliorare l'autocontrollo nell'azione intenzionale, in particolare nei processi di apprendimento e studio, di gestione dello stress e nella modificazione di comportamenti rilevanti per la salute.

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- Apprendimento cooperativo in classe, migliorare il clima emotivo e il rendimento, David W. Johnson, Roger T. Johnson, Edythe J. Holubec, Erickson 
Nelle classi il clima di lavoro è spesso competitivo, con alunni ansiosi di dimostrare di essere i migliori o al contrario scoraggiati dal confronto con i compagni e quindi passivi. Il volume fornisce una guida pratica per modificare questo stato di cose. Viene utilizzato il metodo dell'apprendimento cooperativo, di cui vengono dettagliatamente illustrati gli elementi tecnici e ideali. L'assunto del libro è che l'insegnante possa incorporare questo metodo nella sua attività ordinaria, con risultati spesso sorprendenti. Il testo contiene numerose proposte di attività, sia didattiche che di gioco, volte a favorire la coesione e il buon funzionamento dei gruppi di alunni.L'apprendimento cooperativo assicura importanti risultati scolastici e interpersonali, perché aiuta a migliorare il livello di preparazione e competenza di tutti gli studenti, sia quelli con capacità e rendimenti scolastici deficitari, sia quelli più bravi. Favorisce le relazioni positive tra gli studenti, essenziali per creare una comunità di apprendimento in cui l'altro sia rispettato e apprezzato, e fornisce agli studenti le esperienze interpersonali di cui hanno bisogno per un sano sviluppo cognitivo, psicologico e sociale.

Presentazione di Mario Comoglio


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I volumi in commercio sono ovviamente molti di più. Posso dire che questi - per averli letti - sono di sicura utilità.
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