Seguici con il Feed Rss

Post in evidenza

Tecniche Di Memoria

TECNICHE DI MEMORIA E METODO DI STUDIO Questa guida è il risultato di un corso sulle tecniche di memoria seguito ai tempi dell’università...

giovedì 13 giugno 2013

Tecniche di memoria - Lez.4: la base delle tecniche, PAV-EMAICE

Gli mnemonisti mettono alla base delle tecniche di memoria un criterio generale che presiede ad ogni successiva strategia di memorizzazione. Ciascuno chiama questo citerio in modo diverso, chi PAV, chi EMAICE

In molti casi ognuno crea un nome diverso semplicemente per dare un'impressione di originalità al proprio metodo e spillare più soldi nei corsi; a questo proposito non consiglio di seguire i corsi di mnemotecniche: sono davvero molto costosi e le stesse cose posso essere tranquillamente apprese studiando un semplice manuale ... o - ed è ancora più gratuito - seguendo questo blog.

Ma torniamo a noi. Alla base della memorizzazione, abbiamo visto nella lezione precedente, vi sono le immagini mentali, poiché per circa l'80% il nostro cervello memorizza attraverso le immagini.

Il puno ora è: come devono essere le immagini
che creiamo nella nostra mente per risultare efficaci e memorizzabili in modo ottimale?

 Utilizziamo a questo proposito l'acronimo PAV - Paradosso - Azione - Vivido. Con questo metodo, che vediamo a breve, non facciamo altro che rendere molto più "digeribili" per la nostra mente le immagini che creiamo e il nostro cervello riesce a fissarle, e quindi a memorizzarle, con più facilità.

Per PARADOSSO intendiamo immagini il più possibile improbabili, strane, bizzarre, inusuali. Tutto ciò che è strano ci impressiona, smuove qualcosa nel nostro ambito emozionale. Pensiamo ad esempio ad immagini particolarmente comiche o splatter: ci restano vivide nella mente perché vanno a "stuzzicare" le nostre emozioni. Le emozioni stanno alla base dell'apprendimento e della motivazione: più ci appassiona ciò che studiamo più il successo nello studio è alla nostra portata.

Quindi immaginerò, a seconda dei casi, non un semplice elefante, ma immaginerò un elefante enorme, grande almeno come un grattacielo, in calzamaglia che balla la Macarena. Non immaginarò una semplice casa, ma una casa gigantesca, la mia stessa casa, che ha tegole fatte di caramelle e l'intonaco di zucchero filato, dove si aprono le finestre al ritmo di un valzer che suona all'interno.

AZIONE. E' più facile memorizzare immagini statiche oppure immagini in movimento, concatenate in sequenza? Senza dubbio la seconda opzione: memorizziamo meglio immagini collegate tra loro, che hanno un senso e una loro logica (anche se bizzarra, non importa). 

VIVIDE. E' presto detto: le immagini devono essere il più possibile  "reali", vivide appunto. E' vivido ciò che è particolarmente intenso, evidente, chiaro, che non lascia dubbi rispetto alla sua identificazione.

Dicevamo all'inizio che un altro modo per chiamare le nostre immagini mentali è la sigla EMAICE; cambiano le parole ma il concetto non cambia:

ESAGERAZIONE: assegnare all'oggetto da memorizzare dimensoni, aspetti e proporzioni al di sopra della norma (vedi l'elefante enorme come un edificio).

MOVIMENTO: conferire dinamismo all'immagine, movimento, evitare la staticità (l'elefenate in questione balla la macarena).

ASSOCIAZIONE INUSUALE: creare associazioni bizzarre, folli, senza un apparente nesso logico tra due o più elementi (l'elefante ha un cappello da marinaio e una tuta da meccanico).

COINVOLGIMENTO EMOTIVO: è bene usare immagini che siano per noi affettivamente significative, che richiamino nostri vissuti emozionali: se immagino la casa sarà la mia casa, se immagino un'automobile sarà la mia prima automobile a cui sono stato particolarmente affezionato. Sensazioni e sentimenti sono più vividi rispetto a cose, persone, animali che hanno avuto rilevanza emozionale per noi.

Ma cosa fare nel caso di parole astratte? E' facile immaginare ad esempio la parola TAVOLO, ma come posso immaginare la parola AMORE?

In questo caso bisogna fare molta attenzione. Rispetto alla parola AMORE, ad esempio, ciascuno può avere pensieri più svariati: qualcuno penserà all'amore della sua vita, qualcuno all'ultimo film sentimentale che ha visto, qualcun altro ad una situazione emozionale particolarmente intensa; così facendo, però, si rischia di sostituire l'immagine che la parola AMORE dovrebbe avere con altre immagini associate all'amore ma che amore non sono, ad esempio l'immagine della propria moglie, oppure il film d'amore che abbiamo visto recentemente (quindi potrebbe restare in mente la parola FILM e non AMORE!).


In questo caso occorre SPEZZARE la parola astratta in parole più brevi che rappresentano elementi concreti e successivamente collegare le due parole con il metodo PAV.

Nel caso della parole AMORE possiamo fare così:

AMORE = AMO + RE
   +        
Colleghiamo le due immagini in modo vivido, attivo e paradossale immaginando che l'AMO infilzi, squartandolo, il povero RE. In questo modo avremo reso reale, concreta e vivida l'immaginazione di una parola ASTRATTA.


Vediamo un altro caso: l'immagine della parola SILENZIO. Che fare? Non posso immaginare cose che mi richiamano ad altro, come ad esempio una stanza vuota, perché ricorderei l'immagine STANZA e non SILENZIO, andando così completamente fuori strada.
E allora proviamo a spezzare la parola immaginando separatamente due immagini concrete che somiglino ai suoni delle parole "spezzate".

SILENZIO = SILos + LENZa 



Immaginiamo ora che questo enorme silos inizi a poco a poco a crollare, fino a distruggersi completamente e al centro delle macerie troviamo una lenza enorme, gigante, del tipo di quella in figura.

Nel caso di parole astratte più lunghe e complesse (es. Affermazione, complementarità, epesegetico), esse posso essere "spezzate" anche in 3 - 4 o più parti da collegare tra loro. Il procedimento che collega le singole parti è sempre lo stesso.


ED ORA QUALCHE SEMPLICE ESERCIZIO. 

Per ciascun esercizio è stimato un tempo di esecuzione di 5 / 7 minuti.

(Le prossime volte troveremo esercizi via via più impegnativi)


1. Per le 10 parole che seguono create un'immagine per ogni aspetto analizzato. Potete scegliere i 3 del PAV oppure i 4 dell'EMAICE, fa lo stesso. L'importante ora è immaginare le parole tenendo separati ciascuno dei criteri.

  • Casa
  • Ombrello
  • Sedia
  • Rana
  • Tigre
  • Fabbro
  • Nonna
  • Condominio
  • Computer
  • Scarpa
2. Immaginare le 10 parole che seguono provando ad applicare tutte le caratteristiche della visualizzazione in modo simultaneo (sia PAV che EMAICE, fa lo stesso). Non più una per volta come nell'esercizio precedente, ma in modo simultaneo.
  • Cane
  • Elefante
  • Televisore
  • Libro
  • Cappotto
  • Mamma
  • Gatto
  • Quercia
  • Ulivo
  • Maglione
3. Memorizza ora, spezzando le parole se e come ritieni necessario, le seguenti parole astratte.
  • Ilarità
  • Giovinezza
  • Allegria
  • Sentimento
  • Stupidità
  • Curiosità
  • Efficacemente
  • Miracolo
  • Sogno


Buon lavoro! Alla prossima lezione!

Copyrights 2013 - Guamodì Scuola

E' vietata la riproduzione, anche parziale, delle informazioni qui contenute.
 Le violazioni saranno perseguite a norma di legge.
 E' consentita la sola segnalazione tramite link.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...