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Tecniche Di Memoria

TECNICHE DI MEMORIA E METODO DI STUDIO Questa guida è il risultato di un corso sulle tecniche di memoria seguito ai tempi dell’università...

domenica 20 settembre 2015

Come deve rivolgersi lo studente al prof.? "Tu" o "Lei"?

Utilizzando la pagina Facebook del professor Alberto Pellai (di cui riporto il link in fondo al post), gli ho chiesto come pensa che gli studenti dovrebbero rivolgersi all'insegnante. Con il "Tu" o con il "Lei"

In fondo usare i due pronomi non è proprio indifferente: il "tu" rompe le barriere, avvicina; il "lei" mette dei paletti, un limite. D'altronde il "tu" sembra confondere i ruoli, il "lei" li definisce meglio.
Di seguito riporto la mia domanda e la risposta del professor Pellai. Credo possa essere interessante e un buono stimolo di riflessione.

DOMANDA
Gentile professore, discutevo qualche giorno fa su una questione con un collega, che ho pensato di sottoporle. Dal punto di vista relazionale-educativo è più giusto che lo studente usi il "tu" o il "lei" con l'insegnante? Personalmente, dal primo anno della scuola secondaria di I grado chiedo ai miei alunni di darmi del "lei", anche se con loro ho un rapporto molto aperto e complice (nella distinzione dei ruoli, ovviamente). Molti colleghi, invece, usano il tu, anche in gradi scolastici superiori. 
Cosa pensa a questo proposito?
Mille grazie, anche se non potrà dare risposta


RISPOSTA
Penso che in questo contesto socio-culturale più che il pronome conti l'autorevolezza educativa, il carisma che il docente mostra al proprio gruppo classe. E se anche si fa dare del tu, è fondamentale, però, che nei momenti in cui c'è bisogno dell'Adulto, quello con la A maiuscola, il docente si comporti come tale e sia percepito come tale dei proprio studenti. 

Insomma, se il tu non è uno stratagemma per diventare un Amico degli studenti non c'è problema, secondo me. Purché lo stesso docente che si fa dare del tu si senta autorizzato ad assumere una posizione che sa mettere limiti e confini, laddove necessario. Insomma non un "tu" che collude, ma un "tu" che avvicina pur nel rispetto dei confini imposti dal ruolo.


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