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Tecniche Di Memoria

TECNICHE DI MEMORIA E METODO DI STUDIO Questa guida è il risultato di un corso sulle tecniche di memoria seguito ai tempi dell’università...

lunedì 19 ottobre 2015

Tecnica di comunicazione efficace: il MESSAGGIO-IO

Di Patrizia Benevenga


La seguente tecnica di comunicazione efficace si può rivelare utile per l' insegnante tutte le volte che si trova in situazioni particolarmente problematiche da gestire. 
Il cuore del problema solitamente non è costituito dall’alunno in sé, 
ma dall’insegnante e dalla sua "incapacità di accettare e gestire una situazione difficile e faticosa, quale ad esempio quella causata da allievi dal comportamento particolarmente trasgressivo o inaccettabile. Può capitare che il docente, impossibilitato a svolgere tranquillamente il proprio lavoro, possa sentirsi frustrato, nervoso e sfiduciato nei confronti della sua attivitànon può mettere in pratica l’ascolto attivo, poiché vive egli stesso una situazione di disagio, ma non può nemmeno fare finta che il problema non esista".

Molteplici sono le modalità di intervento dell' insegnante nei confronti di uno studente particolarmente vivace, che disturba spesso durante le lezioni...

Lo redarguisce con un comando: “Smettila subito di fare baccano!” 
oppure con una minaccia: “Se non la smetti ti caccio fuori dall’aula!”
oppure ancora con biasimo “Sei sempre il solito!”  
oppure interpreta a modo suo il comportamento dello studente: “Fai così per attirare l’attenzione!”  
Sono esempi di "MESSAGGI-TU", centrati sull'interlocutore e "giudicanti". 

L’insegnante in questo modo mette in atto una comunicazione inefficace:
puntando l’attenzione sull'allievo, lo critica (terzo e quarto esempio) o gli indica il comportamento più giusto da adottare (primo e secondo esempio).


===> A questo tipo di messaggi, sono da preferire i 
“MESSAGGI-IO”, che esprimono i sentimenti e i bisogni di chi parla (in questo caso l’insegnante). 

E' sicuramente più difficile per l’adulto “mettersi allo scoperto”, rivelando in parte le sue
debolezze e preoccupazioni. 
Esempio: “Quando ti comporti così mi fai innervosire e perdo la calma”,
 oppure: “Se continui a dondolare sulla sedia puoi cadere e farti male: mi fai              spaventare”.
Il docente comunica il proprio stato d’animo all'allievo: al centro della comunicazione non c’è più quest’ultimo con il suo comportamento problematico, ma l’insegnante con i suoi vissuti più autentici. L'onestà dell'insegnante può spingere lo studente a riflettere sul proprio comportamento e ad agire in modo più responsabile in futuro. 

  ===> Comunicare attraverso un messaggio-io significa dunque mettersi in gioco, cambiando il modo di rapportarsi agli altri e sforzandosi di essere il più onesti possibile.

Di Patrizia Benevenga
da "Spunti per una comunicazione efficace per l’insegnante" di I. Ursini - F. Gatti
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