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TECNICHE DI MEMORIA E METODO DI STUDIO Questa guida è il risultato di un corso sulle tecniche di memoria seguito ai tempi dell’università...

domenica 16 ottobre 2016

Pillole di grammatica: il punto fermo - Italiano senza errori

Breve storia del punto fermo
Nell'antica Grecia i segni di interpunzione - e quindi anche il nostro "punto" - non venivano usati quasi mai, se non in casi particolarmente eccezionali. Nelle più antiche epigrafi, infatti, si vede come le parole fossero scritte una accanto all'altra, tanto che la parola che noi usiamo per indicare il processo di decodifica del testo scritto, e cioè "leggere", per i Greci non esisteva, ed era invece sostituta da una verbo che voleva dire "decifrare" o "riconoscere".

Successivamente, per facilitare la comprensione dei testi ed evitare equivoci, si introdussero i segni di punteggiatura. I Greci usavano due tipi di punti, uno in basso (equivalente al nostro "punto"), ed uno in alto, corrispondente al nostro "due punti" o "punto e virgola".

Rispetto alla prassi antica, c'era anche la distinzione tra il segno coincidente con il nostro "punto" e quello che indicava la fine dell'opera, il "segno di fine opera" ("punto messo alla fine, quando non c'è altro da dire"), che corrisponde al nostro "punto e virgola". In più lo stesso segno, il "punto", aveva diverse "gradazioni": il punto mobile, una pausa più breve, seguito da lettera maiuscola, e il punto fermo (il nostro attuale "punto"), seguito da lettere maiuscole.
Mentre l'uso del punto mobile è andato progressivamente sparendo, dalla fine dell'Ottocento si afferma progressivamente il punto forte fino agli usi attuali.


La grammatica del punto
Il punto fermo - detto anche, semplicemente, punto - si usa quando tra due frasi, due periodi o due sezioni più o meno ampie di un testo c'è un'interruzione forte, o perché cambia l'argomento di cui si parla, oppure perché si aggiungono informazioni all'argomento di cui già si sta parlando.

Prendiamo questa breve recensione del celebre film di James Cameron, Avatar:

"Jake Sully è un ex marine costretto sulla sedia a rotelle. Grazie agli esperimenti portati avanti dalla dottoressa Grace Augustin, per Jake si presenta l'opportunità di riprendere l'uso delle gambe. Sully sbarcherà su Pandora, un pianeta dove la mancanza d aria costringe gli umani a trasformarsi in Avatar, ibridi tra gli umani i Na'vi, in cerca di minerali preziosi".

Questo testo è diviso in tre segmenti, in tre periodi: al centro del primo c'è Jake Sully e si spiega chi è. Nel successivo viene presentato un altro personaggio, la dottoressa Grace, ma l'argomento più importante e la possibilità per Jake di riprendere l'uso delle gambe. Nel terzo, infine, si Parla di Pandora e della possibilità, da parte degli umani, di trasformarsi in Avatar.

Abbiamo quindi un testo con tre segmenti che hanno argomenti diversi che, quindi, occorre separare con un punto fermo.

Quando si va a capo?
Non sempre vale il detto "punto e a capo", perché spesso dopo il punto si continua a scrivere proseguendo sullo stesso rigo. Si va a capo, invece, quando il punto indica uno stacco netto con la frase successiva.

Vediamo questo esempio tratto dal libro "Se questo è un uomo di Primo Levi:


"Il viaggio non durò che una ventina di minuti. Poi l'autocarro si è fermato, e si è visto una grande porta, e sopra una scritta vivamente illuminata (il suo ricordo ancora mi percuote nei sogni): ARBEIT MACHT FREI, il lavoro rende liberi. 
Siamo scesi, ci hanno fatti entrare in una camera vasta e nuda, debolmente riscaldata. Che sete abbiamo! Il debole fruscio dell'acqua nei radiatori ci rende feroci: sono quattro giorni che non beviamo. 

Il testo è diviso in due capoversi, intendendo per "capoverso" l'inizio di un periodo a capo di un nuovo rigo: il primo parte da "Il viaggio" fino a "rende liberi", il secondo da "Siamo scesi" e termina con "non beviamo".
Si vede chiaramente come nel secondo capoverso Primo Levi parli del loro ingresso in una camera e che la loro sete era intensa. Del tutto diverso è l'argomento rispetto al capoverso precedente, in cui parla dell'arrivo nel famigerato campo di concentramento di Auschwitz.


Il punto può anche essere seguito da una lettere NON maiuscola?
. Il punto fermo può essere utilizzato anche nelle abbreviazioni (dott., ing.) oppure nelle parole contratte (f.lli, gent.mo): nel primo caso, quando la parola puntata viene seguita da un nome o cognome di persona, ad esempio "dott. Angelucci", ovviamente serve la maiuscola perché si tratta di un nome proprio; nel secondo caso, invece, usando le parole contratte, dopo il punto la maiuscola non si usa, come nel caso che segue, in cui la "elle" dopo la "f" con punto è minuscola: "Il cinema fu inventato dai f.lli Lumiere".


Fonte della recensione: http://www.cinemaeliseo.it/scheda.php?id=453

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